Quando le scarpe trovano l’aderenza giusta e il respiro si accorda al ritmo dei passi, il silenzio della foresta ti restituisce quella calma che in città non hai mai.
Folgaria è una di quelle montagne che si capiscono camminando, perché ogni sentiero racconta una pagina diversa dello stesso altopiano: la trincea della Grande Guerra, il torrente che muoveva i mulini, il prato in quota dove il panorama si apre fino all’Adige.
Nel nostro camping a Folgaria, in località Francolini, il primo sentiero comincia a pochi metri dalla tua piazzola. E a poca distanza trovi anche la cabinovia Francolini-Sommo Alto che in pochi minuti ti porta a 1.620 metri, per chi vuole guadagnare quota senza fatica o portare con sé la bicicletta.
Vi raccontiamo i sentieri che amiamo, quelli per chi cammina in famiglia e quelli per chi cerca dislivello e vetta.
Folgaria, una montagna che si misura in passi
Folgaria non assomiglia alla montagna che immaginate guardando le cartoline delle Dolomiti. È un altopiano più disteso, fatto di pascoli aperti, foreste di abeti, malghe, valli e crinali che custodiscono ancora i forti austro-ungarici di un secolo fa. L’Alpe Cimbra, di cui Folgaria è il centro principale, è una destinazione certificata GSTC per il turismo sostenibile e fa parte del circuito Alpine Pearls. Sono riconoscimenti che parlano di un territorio che ha scelto di prendersi cura di sé.
Per chi cammina, questo significa una rete fitta e ben curata di sentieri CAI-SAT, distribuiti su quote che restano accessibili per buona parte dell’anno e organizzati in modo da accogliere ogni livello. Ci sono i percorsi tematici, pensati per camminare con i bambini senza sentire la fatica. Ci sono i sentieri di crinale, dove la storia della Prima Guerra Mondiale si legge ancora sulle pietre. E ci sono le salite che chiedono allenamento e che restituiscono panorami che valgono ogni metro di dislivello.
Vi raccontiamo qui sotto i sentieri che, secondo noi, raccontano meglio questa varietà.
Sentieri per famiglie: dove il passo si fa racconto
Quando si cammina con i bambini il percorso conta meno del motivo per cui lo si percorre. I sentieri tematici di Folgaria e dell’Alpe Cimbra funzionano proprio così: ogni tappa è una storia da leggere insieme, ogni cartello una piccola pausa, ogni curva una scoperta.
Per le famiglie che soggiornano nel nostro camping, sono il modo più semplice per cominciare a conoscere la montagna.
Il Sentiero dell’Acqua, da Carbonare a Cueli
È il sentiero che amiamo consigliare a chi viene per la prima volta in Trentino con bambini piccoli. La partenza è da Carbonare, l’arrivo a Cueli, la lunghezza 2,2 chilometri con 92 metri di dislivello in salita. Il percorso completo richiede indicativamente tra un’ora e un’ora e 45 minuti, in base all’itinerario scelto e alle soste. Il tracciato è percorribile anche con il passeggino da trekking.
Il protagonista è il torrente Astico, che in lingua cimbra si chiama Astach. Lungo il cammino si incontrano le bacheche che raccontano il sito archeologico preistorico del Riparo Cógola a Carbonare, dove gli antichissimi cacciatori del Paleolitico si dissetavano, i ruderi del mulino della Porta del Leon, la segheria idraulica de l’Erardo e la Calchèra, l’antica fornace per la produzione della calce. È un sentiero che ha il ritmo dell’acqua, ombreggiato e fresco anche d’estate, dove i bambini si fermano a guardare le cascatelle e gli adulti riprendono fiato. Un consiglio: evitatelo nei giorni di pioggia o di piena del torrente, quando il fondo diventa scivoloso.
Il Sentiero del Respiro degli Alberi, a Lavarone
Poco lontano da Folgaria, intorno a Lavarone, si cammina su un percorso lungo circa 2,7 chilometri, leggermente collinare ma facile, adatto alle famiglie con bambini, che si snoda lungo crinali e boschi a circa 1.400 metri di altitudine. Lungo il sentiero si incontrano installazioni artistiche che invitano a riflettere sul legame tra l’uomo e il bosco. Per percorrerlo a piedi servono circa un’ora e mezza, a seconda della durata delle soste presso ogni opera.
Il Respiro degli Alberi è una passeggiata che diventa esperienza contemplativa. Il bosco non è soltanto lo sfondo: è la voce. E le sculture, che dialogano con gli alberi senza imporsi, aiutano anche i più piccoli a guardarli con occhi diversi. Lo consigliamo a chi cerca un cammino lento, che non chiede prestazione ma attenzione.
Il sentiero dell’Avéz del Prinzep, ancora a Lavarone
Questo è il sentiero della memoria di un albero. Il percorso attraversa il punto in cui si trovava l’Avéz del Prinzep, considerato l’abete bianco più alto d’Europa, vecchio di oltre 250 anni, precipitato il 12 novembre 2017 a causa di una fortissima bufera di vento. L’esemplare originale non c’è più, ma il bosco che lo ha generato e accompagnato resta, ed è quel bosco che il sentiero attraversa.
L’escursione è caratterizzata dall’ampia foresta e dalla presenza del Biotopo di Malga Laghetto e di varie testimonianze della Grande Guerra, tra le quali il cimitero militare di Costalta. Il percorso è adatto anche a chi cammina piano. È un sentiero che racconta come la montagna sia fatta anche di assenze, e di come ogni assenza apra spazio a una nuova consapevolezza.
Il Sentiero Cimbro dell’Immaginario, a Luserna
A Luserna, dove ancora oggi si parla il cimbro, una lingua antica di radici bavaresi, si cammina dentro a un racconto. Il Sentiero Cimbro dell’Immaginario combina miti, leggende e tradizioni locali; lungo il percorso si incontrano cartelli, racconti e sculture che raffigurano creature fantastiche legate alla cultura cimbra. Per i bambini più grandicelli, quelli che hanno superato la fase delle fiabe ma non quella della curiosità, è un cammino che mescola gioco e cultura. Per gli adulti, è un modo per scoprire un patrimonio linguistico unico nelle Alpi.
Sentieri per sportivi: la quota, il dislivello, la storia
Gli stessi pendii che a fondovalle accolgono le passeggiate, salendo di quota cambiano voce. La pendenza si fa decisa, la vegetazione si dirada, le pietre prendono il sopravvento sul prato. I sentieri che vi proponiamo qui non sono vie ferrate, ma alcuni richiedono esperienza escursionistica, passo sicuro e capacità di muoversi su terreno ripido e roccioso. Sono pensati per chi al rientro vuole sentire le gambe stanche nel modo giusto: la fatica che si scioglie in una sauna o in un bagno turco.
La Forra del Lupo e il Forte Dosso delle Somme
Per noi è la firma di questa montagna. La Forra del Lupo, Wolfsschlucht nella lingua originale, è una lunga trincea di crinale scavata tra alte pareti di roccia, fatta di feritoie, osservatori e caverne che si affacciano su strapiombi e ripidi pendii, in faccia al Pasubio. Il sentiero è stato riportato alla luce grazie all’archivio fotografico dell’ufficiale austriaco Ludwig Fasser e al lavoro dei volontari della SAT di Rovereto e degli alpini di Serrada e Terragnolo.
Il percorso porta il segnavia SAT 137, ha un dislivello di 460 metri e corre su una ripida costa boscosa; non è una semplice passeggiata, ma non pone particolari difficoltà tecniche e può essere proposto anche a famiglie con ragazzi abituati a camminare in montagna, accompagnati e con attrezzatura adeguata. Nella versione ad anello si percorrono circa 7 chilometri in 4 ore, con un dislivello complessivo di circa 480 metri, e il rientro avviene lungo il sentiero SAT 136 che passa dal rifugio Baita Tonda. Nei passaggi scavati nella roccia può essere utile indossare un caschetto e avere con sé una lampada frontale.
Camminare qui non è solo escursione: è ascolto. La trincea ha conservato la pietra e il silenzio, e a un certo punto vi accorgerete che state camminando con un passo più lento del solito.
Il Monte Cornetto, la montagna simbolo di Folgaria
Il Cornetto è la vetta che disegna l’orizzonte di Folgaria. Il percorso è impegnativo non per il tipo di sentiero, ma per il dislivello: circa 950 metri concentrati in 5 chilometri di salita, quindi senza un attimo di tregua. Dalla vetta del Monte Cornetto, a 2.060 metri, si gode di una vista a 360°.
È una salita che chiede gambe allenate e una buona scorta d’acqua, soprattutto nei mesi estivi. La ricompensa, quando il sentiero esce dal bosco e si apre sul prato di vetta, è quella che giustifica ogni passo: il Pasubio in lontananza, e tutto l’altopiano che si dispiega in basso come una mappa. Lo consigliamo per una giornata intera, partendo presto al mattino.
Il Becco di Filadonna, balcone sul Trentino
Quando il cielo è limpido, dal Becco di Filadonna si vede mezza regione. L’escursione parte dalla località Sindech, dove c’è un parcheggio per le auto, e inizia a salire su sentiero che entra nel bosco fino al rifugio Casarota; da lì la vegetazione si dirada e si sale fino alla forcella Bus de la Zole, da cui si aprono i primi panorami verso Folgaria, e infine alla croce di vetta a 2.150 metri. Il percorso richiede indicativamente 5-6 ore complessive, secondo il passo, le soste e la variante scelta. Il dislivello di 1.000 metri. Dalla cima si vedono il lago di Caldonazzo, il Lagorai, le Dolomiti di Brenta e gran parte delle vette del Trentino.
È un’escursione che richiede passo sicuro nella parte alta, dove il sentiero corre sotto pareti rocciose imponenti. Non è alpinismo, ma chiediamo di valutare bene le proprie capacità prima di partire.
L’anello dei Forti, sulla linea della Grande Guerra
Per chi vuole una giornata densa di cammino e di storia, è possibile costruire un lungo itinerario ad anello collegando alcuni forti e sentieri dell’altopiano. Lunghezza, dislivello e percorribilità devono essere verificati sulla traccia GPS scelta. Si parte da Folgaria e si raggiunge Serrada, da qui si sale lungo la Forra del Lupo fino al Forte Dosso delle Somme, si prosegue in direzione di Passo Coe e si punta poi al Forte Sommo Alto nei pressi del rifugio Stella d’Italia, e in discesa si rientra a Folgaria passando per la località Francolini.
È un anello che racconta meglio di qualunque libro come questa montagna sia stata, per quattro lunghi anni, una prima linea. I forti restituiti dal restauro, le trincee, i camminamenti, i panorami che spiegano perché proprio qui sono state costruite queste opere. Per chi cerca un cammino che abbia un significato oltre alla fatica, è il nostro itinerario preferito.
La cabinovia Francolini-Sommo Alto: la montagna a portata di tutti
C’è un modo per arrivare in quota senza la salita, ed è una novità che da quest’estate cambia il modo di camminare a Folgaria. La nuova telecabina Francolini-Sommo Alto, inaugurata nell’inverno 2025/2026, in estate apre le sue cabine a chi cerca un altro ritmo. In pochi minuti si coprono 1,8 chilometri, da Francolini a quota 1.178 metri fino al Sommo Alto a circa 1.620 metri, e ci si ritrova in alto senza aver consumato le gambe.
L’impianto è composto da cabine da 10 posti, pensate per essere utilizzate con passeggini, biciclette, zaini, animali domestici e accessibili anche alle persone con mobilità ridotta. Possono salire bike classiche, elettriche e gravel. Dalla stazione a monte si accede alla rete escursionistica del Sommo Alto e, attraverso itinerari di diversa lunghezza e difficoltà, si possono raggiungere Forte Sommo Alto e altre località dell’area di Passo Coe.
Per chi cammina, questo significa molte cose. Significa che i nonni e i nipoti possono trovarsi insieme sullo stesso pianoro panoramico. Significa che chi non se la sente di salire 700 metri a piedi può comunque arrivare al Forte Sommo Alto e scegliere se rientrare con la cabinovia o scendere a piedi a valle. Significa che chi ama la bicicletta può salire in quota con la sua e-bike e poi scendere lungo i sentieri segnalati.
Per l’estate 2026 la Telecabina di Francolini è in funzione da metà giugno, con orario continuato dalle 09.30 alle 17.30. La stazione di valle si trova proprio in località Francolini, dove ha sede il nostro Camping Essenza Alpina. Per i nostri ospiti significa che la quota si raggiunge a pochi passi dalla piazzola o dallo chalet, senza prendere l’auto. Per agevolazioni e sconti del territorio sui biglietti vi chiediamo di rivolgervi alla nostra reception: vi indicheremo le condizioni in vigore al momento del vostro soggiorno.
Da Essenza Alpina, parti già con un passo avanti
Il nostro Camping Essenza Alpina si trova a Folgaria in località Francolini, e questa posizione cambia il modo in cui si cammina. I sentieri CAI-SAT cominciano a pochi metri dalla piazzola o dalla porta dello chalet, e in molte mattine vi basterà chiudere la portiera del camper, allacciare gli scarponi, e siete già nel bosco. Per le giornate in cui volete guadagnare quota in fretta, anche la stazione di valle della cabinovia è a brevissima distanza.
Al rientro, il nostro camping diventa la parte rilassante della giornata. La nostra SPA con filosofia nordica, con la sauna finlandese che si affaccia sul bosco, il bagno turco, la vasca di raffreddamento e i nostri rituali Aufguss, è il modo più rapido che conosciamo per sciogliere la stanchezza accumulata sui sentieri. Per le coppie c’è la nostra airpool privata, prenotabile su richiesta. Il nostro Bar Essenza Alpina vi aspetta per un aperitivo trentino prima della cena, oppure per una colazione abbondante prima di una lunga giornata.
Per chi cammina con il cane, il nostro camping è pet-friendly: c’è un’area lavaggio dedicata, e il nostro mini-market interno tiene anche quello che serve per la spesa quotidiana e per preparare il pranzo al sacco. Per chi alterna i giorni a piedi con quelli in bicicletta, abbiamo noleggio e ricarica e-bike grazie alle convenzioni con noleggiatori locali. Chi sceglie i nostri Chalet Charme & Retreat trova un comfort più elegante, con cucina attrezzata: l’ideale per chi vuole cucinare con calma e finire la serata davanti al panorama.
Un consiglio sincero: un solo giorno non basta. Folgaria ha così tanti sentieri diversi che ogni mattina può essere diversa e i nostri ospiti che restano almeno una settimana sono quelli che tornano a casa con la sensazione di aver davvero conosciuto il territorio.
Consigli pratici per camminare a Folgaria
Il periodo migliore dipende dal sentiero. I percorsi di fondovalle, come il Sentiero dell’Acqua o il Respiro degli Alberi, sono praticabili indicativamente da fine aprile a ottobre inoltrato e regalano i loro momenti più belli in primavera, quando il bosco si risveglia, e in autunno, quando il foliage colora ogni curva. Le quote più alte, come il Cornetto o il Becco di Filadonna, trovano la finestra migliore indicativamente tra metà giugno e fine settembre, quando il sentiero è asciutto e la temperatura in vetta resta confortevole. La cabinovia Francolini-Sommo Alto, in funzione da metà giugno ai primi di ottobre, allunga di fatto la stagione utile per le escursioni in quota.
Sull’attrezzatura siamo pragmatici. Scarponi con una buona suola per tutto ciò che non è strada bianca, giacca antivento sempre nello zaino anche d’estate, acqua e snack a sufficienza, una piccola scorta di sale per le giornate calde. Per la Forra del Lupo aggiungete il caschetto. Una cartina del territorio non guasta, e all’occorrenza alla nostra reception trovate consigli aggiornati sui sentieri praticabili in base alle condizioni del giorno.
Un piccolo vantaggio per i nostri ospiti: la Trentino Guest Card. Vi viene consegnata al check-in e dà accesso gratuito o scontato ad alcuni servizi, come trasporti pubblici, musei del territorio, castelli e numerose esperienze. È utile anche per spostarsi tra le partenze dei sentieri senza preoccuparsi del parcheggio.
Per le tracce GPS ufficiali e le mappe dettagliate, la sezione TREKKING del sito alpecimbra.it raccoglie ogni itinerario con descrizioni, dislivelli e punti di interesse. È la nostra prima fonte quando un ospite ci chiede una variante o un sentiero che non avevamo ancora considerato.
Una vacanza che si misura in passi
Camminare a Folgaria non è una lista di vette da spuntare. È un modo di vivere la montagna che cambia ogni giorno, che si adatta a voi e al ritmo che avete. Il sentiero della prima mattina con i bambini, dove ci si ferma a guardare ogni mulino, è diverso dal crinale del tardo pomeriggio in coppia, dove ci si ferma a guardare il sole che cala dietro al Pasubio. Ed è proprio per questo che il nostro consiglio, anno dopo anno, resta lo stesso: prendetevi più di qualche giorno. Lasciate alla montagna il tempo di farsi conoscere.
Prenotate ora il vostro soggiorno al Camping Essenza Alpina e scegliete il vostro primo sentiero.
Domande frequenti sul trekking a Folgaria
Quali sono i sentieri di trekking più adatti alle famiglie a Folgaria?
I sentieri più adatti alle famiglie sull’Alpe Cimbra sono percorsi tematici brevi e con dislivelli contenuti. Il Sentiero dell’Acqua da Carbonare a Cueli è 2,2 chilometri con 92 metri di dislivello, percorribile anche con il passeggino da trekking. Il Sentiero del Respiro degli Alberi a Lavarone è lungo 2,7 chilometri e attraversa installazioni artistiche immerse nel bosco. Il Sentiero Cimbro dell’Immaginario a Luserna racconta leggende locali attraverso sculture e cartelli illustrati.
Qual è il trekking più impegnativo a Folgaria?
Uno dei trekking più impegnativi nei dintorni di Folgaria è la salita al Monte Cornetto, con 950 metri di dislivello concentrati in soli 5 chilometri di sentiero. La vetta si raggiunge a 2.060 metri di altitudine e offre una vista a 360 gradi sull’altopiano e il Pasubio. È un percorso che richiede gambe allenate e una giornata intera. In alternativa, il Becco di Filadonna a 2.150 metri ha un dislivello di 1.000 metri e richiede circa 5-6 ore complessive tra andata e ritorno per chi ha già un po’ di esperienza.
La cabinovia Francolini-Sommo Alto è aperta in estate?
Sì, la cabinovia Francolini-Sommo Alto è aperta anche in estate. Per la stagione estiva 2026 l’impianto è in funzione da metà giugno, con orario continuato dalle 09.30 alle 17.30. Le cabine da 10 posti coprono i 1,8 chilometri tra Francolini (1.178 metri) e Sommo Alto (1.620 metri) in pochi minuti, e sono pensate per trasportare passeggini, biciclette di ogni tipo, animali domestici e persone con mobilità ridotta. Dalla stazione a monte si raggiungono il Forte Sommo Alto, il Rifugio Stella d’Italia e il biotopo di Passo Coe.
Cos’è la Forra del Lupo e quanto è difficile da percorrere?
La Forra del Lupo è una trincea della Prima Guerra Mondiale scavata tra alte pareti di roccia, recuperata grazie all’archivio fotografico dell’ufficiale austriaco Ludwig Fasser. Il sentiero porta il segnavia SAT 137, parte dalla località di Serrada e sale fino al Forte Dosso delle Somme a 1.670 metri di quota. La versione ad anello è di circa 7 chilometri con circa 480 metri di dislivello e 4 ore di percorrenza. È di difficoltà media e adatta a famiglie con bambini dai 8 anni in su. Per i passaggi in galleria si consiglia un caschetto protettivo.
Si può camminare con il passeggino sui sentieri di Folgaria?
Sì, ma con attenzione alla tipologia di passeggino. Il Sentiero dell’Acqua e il Respiro degli Alberi sono fattibili preferibilmente con passeggino da trekking a tre ruote (sportivo) o con zaino porta-bimbo. Sconsigliamo l’uso di passeggini tradizionali da città a causa delle radici e del fondo sassoso. In quota, all’arrivo della cabinovia Sommo Alto, l’area panoramica è accessibile, ma i collegamenti verso Passo Coe richiedono un cammino escursionistico vero e proprio.
Quando è il periodo migliore per fare trekking a Folgaria?
Il periodo migliore per il trekking a Folgaria dipende dalla quota del sentiero scelto. I percorsi di fondovalle come il Sentiero dell’Acqua e il Respiro degli Alberi sono praticabili da fine aprile a ottobre, con i momenti più belli in primavera e in autunno per il foliage. Le escursioni in quota come il Monte Cornetto e il Becco di Filadonna trovano la finestra ideale tra metà giugno e fine settembre, quando i sentieri sono asciutti e le temperature in vetta restano gentili. La cabinovia Francolini-Sommo Alto opera da metà giugno ai primi di ottobre.
Si può fare trekking a Folgaria con il cane?
Sì, Folgaria e l’Alpe Cimbra sono pet-friendly e molti sentieri sono percorribili con il cane al guinzaglio. I percorsi tematici come il Sentiero dell’Acqua, il Respiro degli Alberi e l’Avéz del Prinzep sono particolarmente indicati per chi cammina con un cane di piccola o media taglia. Anche le escursioni di quota sono accessibili, valutando il caldo nelle giornate estive. La cabinovia Francolini-Sommo Alto accoglie gli animali domestici nelle cabine chiuse. Al rientro dal sentiero, il nostro Camping Essenza Alpina mette a disposizione un’area lavaggio cani dedicata.




